Soffrire contemporaneamente di entrambi i disturbi è molto più comune di quello che si pensi. Infatti non tutti sanno che questi dolori possono avere una correlazione tra loro.

La postura può essere condizionata dalle due articolazioni presenti nel nostro corpo, le più periferiche – specifica il Dott. Cristiano Fusi, Responsabile dell’U.O. di Riabilitazione Specialistica degli Istituti Clinici Zucchi di Monza e del Centro di Riabilitazione con medicina sportiva di Zucchi Wellness Clinic. “Pensando al nostro corpo come una casa, le fondamenta sono i piedi, invece, per la parte più alta della casa, il tetto, è l’articolazione temporo-mandibolare (ATM)”.

La ATM, come spiega il Dott. Alberto Merlone Direttore Medico e Sanitario della Smart Dental Clinic sede Istituti Clinici Zucchi di Monza e consulente scientifico dell’U.O. di Odontoiatria dell’Ospedale San Raffaele di Milano diretto dal Prof. Enrico Gherlone, è una articolazione pari e simmetrica del cranio che permette il movimento della mandibola consentendo alla bocca di aprirsi e di chiudersi.

E’ composta da una parte fissa a forma di scodella posta al davanti dell’orecchio medio a livello dell’osso temporale chiamata fossa glenoide e da una parte mobile, il condilo mandibolare, parte terminale dei due rami verticali mandibolari.

Le due strutture sono separate da una struttura fibro connettivale densa chiamata disco articolare che ha funzione di permettere un graduale movimento e di protezione delle strutture.

Il condilo mandibolare durante l’apertura della bocca compie un movimento roto traslatorio. Partendo da una posizione al centro della fossa, determinato dal contatto dentale in massima intercuspidazione, si sposta anteriormente e verso il basso su un scivolo inclinato, piano dell’eminenza, terminando con la massima estensione delle strutture lagamentose che avvolgono l’articolazione.

Le problematiche maggiori di questa struttura sono di carattere osteo muscolo articolari, si manifestano con un alterazione della dinamica mandibolare creando variazioni a livello qualitativo e quantitativo del tragitto mandibolare associate a processi infiammatori con dolore spontaneo o provocato.

A livello muscolare possono verificarsi delle condizioni ipertoniche o spastiche infiammatorie che non permettono il normale allungamento delle fibre muscolari dei muscoli serratori, masseteri e pterigoidei interni, causando l’impossibilità ad aprire la bocca che si evidenzia con mancato distaccamento dei denti.

A livello articolare possono subentrare spesso per motivi di sovraccarico cronico dovuti a difetto di contatti dentali, assenza elementi o riduzione della loro dimensione per parafunzioni, variazioni della posizione e forma del disco articolare

All’inizio il condilo durante il suo movimento riesce ad oltrepassare l’ostacolo producendo un click più o meno intenso a seconda della consistenza dell’alterazione di forma del disco. Se le condizioni che hanno creato l’ostacolo non vengono modificate il condilo potrebbe non più riuscire a muoversi correttamente, in questo caso il rumore scomparirebbe determinando una riduzione dell’ampiezza dell’apertura, un deviazione mandibolare verso il lato ipomobile e dolore da stiramento delle componenti articolari.

Tutte queste problematiche dipendono sempre più da una alterata funzione spesso dovuta a sovraccarico parafunzionale, bruxismo e serramento dentale.

L’alterazione del contatto dentale dovuto a modifica della posizione o della struttura occlusale può determinare sovraccarichi articolari con alterazioni discali e variazione della cinetica mandibolare.

Una analisi dettagliata della funzione mandibolare, delle abitudini parafunzionali del paziente e dei contatti dentali statici e dinamici, tramite EMG di superficie, specialmente dopo le riabilitazioni complesse può prevenire l’insorgenza di queste problematiche.

La terapia si basa principalmente sulla rifunzionalizzazione visto che spesso lo spostamento discale è cronico e irreversibile.

Occorre ripristinare un occlusione corretta per ridurre il sovraccarico posizionale e funzionale dell’atm e tramite fisioterapia riportare funzione ai tessuti articolari.

Il legame tra la malocclusione e i problemi posturali e muscolo-scheletrici

“Un deficit del ATM può provocare delle complicazioni a livello posturale e dolore localizzato. I primi sintomi riguardano la parte mandibolare con un leggero dolore irradiato il più delle volte alle parti circostanti compreso l’orecchio. Con il passare del tempo e in altre manifestazioni, il dolore può estendersi anche a livello cervicale e lombo-sacrale” continua il dott. Fusi.

“Questo perché normalmente la mandibola si muove in maniera armonica con le strutture e i muscoli circostanti. In presenza, però, di una malocclusione, i muscoli coinvolti nella masticazione non riescono più a muoversi in modo simmetrico, creando così delle discinesie e sovraccarichi dell’articolazione temporo-mandibolare che si ripercuotono a sua volta sull’orecchio e sui nervi presenti nella zona cervicale e del collo. Questo causa dolore e spesso mal di testa e lombalgia e successivamente nel corso dei mesi e degli anni – se non curato in tempo – può creare un problema di postura.

L’importanza del lavoro multidisciplinare tra odontoiatra e fisiatra.

Presso gli Istituti Clinici Zucchi questo tipo di disturbi vengono diagnosticati e trattati grazie alla collaborazione tra i fisiatri del Centro di Riabilitazione di Zucchi Wellness Clinic e il team di odontoiatri della Smart Dental Clinic di Monza. Il paziente viene seguito passo dopo passo sin dai primi sintomi fino all’esecuzione dei trattamenti specifici.

“Il fisiatra, in fase di visita, davanti a problematiche del tratto cervico-dorsale o di fronte a cefalee atipiche e/o mialgia muscolotensiva, verifica la masticazione e occlusione dentale del paziente. Vede in pratica come a bocca chiusa, le arcate dentali si interfacciano in una posizione neutra di riposo. Tocca e osserva la bocca se in apertura e chiusura e valuta se ci sono deviazioni associate a “clik” articolari. Infine, palpa i condili mandibolari se sono dolorosi” continua Fusi. “Questo servirà per capire se si è in presenza di una disfunzione dell’articolazione temporo mandibolare”.

Qui il lavoro multidisciplinare sarà fondamentale per il miglioramento sintomatologico del paziente. L’odontoiatra andrà ad eliminare la causa della malocclusione, continua il Dott. Merlone, attraverso il ripristino della forma e funzione dei contatti occlusali, per mezzo di dispositivi mobili come i bite rigidi, oppure attraverso un ripristino conservativo o protesico, a seconda della condizione dentale del paziente.

Invece il fisioterapista interverrà per dare un sollievo alla situazione tensione muscolare che si è andata a creare con una riabilitazione apposita sull’articolazione temporo mandibolare attraverso:

  • trattamenti di natura osteopatica e/o fisioterapici specifici sulla muscolatura del viso e della mandibola attraverso manipolazioni e digitopressione inerenti all’articolazione temporo-mandibolare. L’obiettivo è dare beneficio innanzitutto sulla sintomatologia dolorosa e preparare il campo all’intervento dell’odontoiatra;
  • sedute di Tecarterapia in grado di rilassare la muscolatura buccale e ottenere un buon risultato sia in termini d’allineamento che di riduzione stessa della sintomatologia dolorosa già delle prime sedute.

Successivamente si andrà a intervenire sulla parte cervicale e, in caso di dolore alla schiena, anche dorsale-lombare con esercizi e terapie fisiche per risolvere i problemi posturali e dolori osteo-articolari derivanti dalla malocclusione.