rimuovere tartaro da denti

COS’E’ E COME SI FORMA?

I microbi del nostro corpo costituiscono un organo funzionale, vivono in simbiosi con il nostro organismo senza danneggiarlo, e sono fondamentali per la sua fisiologia e per la salute generale.

Il cavo orale è uno dei distretti del nostro organismo più colonizzati da popolazioni di microrganismi (batteri, funghi, protozoi e virus) e insieme a differenti habitat presenti all’interno della bocca (guance, lingua, denti, impianti) ospitano comunità microbiche eterogenee.

Lo stato di equilibrio e di commensalismo, in cui vivono le popolazioni di microrganismi all’interno del cavo orale, senza danneggiarlo, bensì contribuendo al suo benessere generale, è identificato come microbioma orale.

Il microbioma orale umano, costituisce dunque un importante legame tra la salute orale e quella generale.

La relazione tra microbioma e ospite è dinamica ed è influenzata da diversi aspetti tra cui lo stile di vita, la dieta, le abitudini viziate, la scarsa igiene orale, che possono alterarla e determinare uno stato di squilibrio e perturbazione in grado di instaurare fenomeni patologici.

La rottura dell’equilibrio dinamico, normalmente esistente tra ambiente e microflora orale, spiega come il rapporto fra ospite e batteri possa trasformarsi da benefico a dannoso dando origine alla malattia (carie, gengivite, parodontite).

Uno dei principali fattori responsabili della rottura del suddetto equilibrio è la presenza di placca e tartaro nel cavo orale.

Il biofilm orale è una sottile pellicola, invisibile, se non colorata da bevande, tabacco o alimenti cromogeni, fortemente adesa alla superficie dei denti e delle mucose orali.

Questa unione di batteri crea il biofilm sul quale aderiscono, in ordine di maturazione, la placca batterica, che se non rimossa entro le 48 ore, si calcifica e si cristallizza formando il tartaro.

La gengivite e la parodontite, considerando che sono infiammazioni croniche che rilasciano mediatori infiammatori in circolo, sono riconosciute in letteratura, come fattori di rischio per malattie cardiovascolari, diabete, parto pre-termine e nascita di neonati di basso peso per l’età gestazionale.

 

COME PREVENIRE LA SUA COMPARSA?

I fattori determinanti per l’insorgenza di patologie orali (carie, gengivite, parodontite) sono riconducibili a un’elevata concentrazione di batteri cariogeni, un inadeguato flusso salivare, abitudini alimentari inappropriate (dieta ricca di carboidrati fermentabili), ridotte difese dell’ospite, scarsa igiene orale e un’esposizione insufficiente al fluoro.

La saliva svolge un ruolo ben consolidato nella promozione della salute orale: oltre a veicolare i processi di masticazione, deglutizione, digestione e fonazione, contiene al suo interno sostanze che le conferiscono capacità antibatteriche e antivirali.

La saliva esercita un’importante azione protettiva, grazie ai sistemi tampone che agiscono innalzando il valore del ph orale, quando, durante l’assunzione di cibi e/o bevande, scende sotto la soglia di rischio per la demineralizzazione.

Le abitudini alimentari rappresentano un fattore di rilevante importanza per lo sviluppo di patologie orali.

Gli zuccheri dotati di cariogenicità sono il saccarosio, il glucosio, il maltosio, il lattosio, il fruttosio.

Ogni volta che alimenti di questo tipo vengono introdotti nel cavo orale, avviene un calo del pH del biofilm causato dagli acidi prodotti dal metabolismo batterico.

La frequenza con cui i carboidrati vengono assunti incide sulla formazione della carie.

Se nel cavo orale vengono introdotti con elevata frequenza alimenti e/o bevande ricchi di carboidrati, la diminuzione del pH sotto la soglia di rischio di circa 5,5 (soglia di demineralizzazione dello smalto) sarà frequente e la demineralizzazione avrà tempo di agire e potranno insorgere sulle superfici dentali le white spot, il primo stadio della lesione cariosa.

Questo processo, se non interrotto, prosegue e darà origine alla lesione cariosa cavitaria.

 

COME PULIRE I DENTI NEL MODO CORRETTO?

La placca batterica è il collante di molte patologie del cavo orale quali carie, gengivite, parodontite e alitosi. La sua architettura può essere disorganizzata attraverso l’azione meccanica (spazzolamento e filo interdentale) e tramite l’azione chimica (collutorio antimicrobico).

Al fine di preservare la salute orale e garantire la stabilità agli apparati dentale e parodontale è necessario eseguire una corretta igiene orale domiciliare quotidiana attraverso il controllo e la rimozione della placca batterica.

Un valido strumento di autovalutazione per il mantenimento di una corretta igiene orale sono i rivelatori di placca, sostanze chimiche atossiche in grado di rendere visibile la placca batterica presente nel cavo orale e sono in grado di evidenziare le zone in cui la detersione viene attuata con minor successo in ogni condizione (età differenti, quadri clinici diversi, presenza di apparecchiature ortodontiche o protesiche), offrendo un supporto tale da permettere di raggiungere un sufficiente standard qualitativo di igiene orale domiciliare.

È consigliabile un utilizzo periodico del rivelatore di placca prima e/o dopo aver effettuato la detersione dei denti con una frequenza settimanale, soprattutto nei bambini.

I gold standard per il controllo meccanico della placca batterica sono lo spazzolino manuale ed elettrico, seguiti da filo interdentale, scovolino, monociuffo per l’igiene degli spazi interprossimali.

Lo spazzolino ideale dovrebbe avere requisiti (materiali, dimensioni, elasticità) che garantiscano un facile impiego, un’efficace rimozione della placca e il rispetto dei tessuti duri e molli.

La tecnica di spazzolamento ideale prevede la completa rimozione della placca da tutte le superfici dentali, con una pressione adeguata che non provochi lesioni ai tessuti, in un lasso di tempo relativamente breve, di almeno due minuti, due volte al giorno.

In letteratura è ampiamente dimostrata la superiorità degli spazzolini elettrici rispetto ai manuali che sono in grado di garantire le suddette caratteristiche, offrendo una pulizia più approfondita e aiutando a bypassare ostacoli come l’errata percezione del tempo di spazzolamento, l’incompleta detersione di tutte le aree delle arcate dentali e l’applicazione di un’eccessiva pressione durante lo spazzolamento, nonché causa di abrasioni dello smalto e recessioni gengivali.

La scelta dello spazzolino ideale, la tecnica di spazzolamento appropriata e i presidi interprossimali da calzare sul singolo paziente è opportuno vengano valutati dall’igienista dentale, sia sulla base della localizzazione della placca e della situazione anatomo-patologica, sia in relazione all’abilità e alla motivazione espressa.

 

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Autore: Dott.ssa Ada Visone, Igienista Dentale presso la sede di IRCCS Policlinico San Donato